venerdì 18 maggio 2018

Bruxelles, bounty killer in divisa

Per la polizia Mawda era uno "scudo umano".
Per i cittadini di buon senso solo una bambina di due/tre anni



https://secoursrouge.org/Bruxelles-Rassemblement-ce-soir-pour-Mawda-3-ans-assassinee-par-la-police

Il Venezuela vota


lunedì 14 maggio 2018

Come si "lavora" in politica


In politica si lavora così:

Facciamo una proposta, la mettiamo sul tavolo e vediamo.
Se la gente protesta la ritiriamo. Dopo un po’ la ripresentiamo fino a quando i cittadini, distratti da altri diversivi buttati là ad arte, permettono che tale proposta sia approvata anche se va contro i loro interessi.
Questo è quanto, per gli appellativi dati a tali manovre scegliete pure quelli che più vi piacciono, non ce ne frega niente.


 Sede del governo del Cantone Ticino, Bellinzona, Svizzera "felix"

sabato 12 maggio 2018

Mario Moretti: Documento / Testimonianza

Mario Moretti: Le BR sono uno specchio di tutti

https://youtu.be/c8GoxWysCvs



Nel 2004 Mario Moretti, figura di primo piano delle Brigate Rosse, è stato invitato a parlare agli studenti di un corso tenuto dal giornalista Enrico Fedocci. Successivamente gli studenti hanno scritto dei commenti sull’incontro che sono stati mostrati a Moretti. Di seguito la risposta che il detenuto in semilibertà Moretti ha inviato a Fedocci. La lettera è stata resa pubblicata sull'edizione del Dubbio di oggi

Ciao Enrico, grazie per avermi fatto leggere quello che i ragazzi del corso hanno scritto sull’incontro. Molto interessante. In un modo o nell’altro la vicenda delle Br è di quelle che fungono da specchio a chi le guarda. A volte uno specchio sociale, altre più semplicemente riflettono il modo individuale con cui ci si pone di fronte ai grandi eventi, alla riflessione sulla vita, la morte, i valori fondanti la propria esistenza. Si interroga me e la risposta che viene colta è soltanto quella più vicina al sentire consolidato di chi ha posto la domanda. Ti faccio un esempio, non è domanda e risposta ma il più innocuo degli argomenti e il più scivoloso per chi scrive, la descrizione del personaggio: qualcuno mi descrive come uno che «ha un sorriso aperto e l’aria di chi ne ha passate tante nella vita»,un altro «volto tirato, scavato dalle rughe… racconta senza tradire la minima emozione»,o al contrario «la voce si incrina, gli occhi si fanno lucidi e lo restano per buona parte della conversazione», per un altro «… con un sorriso piuttosto commosso, gli tremano le mani, suda visibilmente, deglutisce come avesse un nodo alla gola», ancora «ha l’aspetto del professore qualunque», «un uomo consunto», «abbigliamento semplice e atteggiamento cordiale e disponibile», e così via.
È chiaro che Moretti è un po’ tutte queste cose messe insieme, ma volevo sottolineare che, se guardando la medesima persona ognuno può “vedere” cose così contrastanti (e si ripeterà ancor più per ogni argomento della conversazione), Moretti è soltanto un pretesto, un accidente in una vicenda, quella delle Brigate rosse, che rimanda a qualcosa di inestricabile dal proprio essere sociale: se si parla delle Br chiunque ci mette di suo, sempre, non importa quanto egli sia lontano per età o per indole da quella vicenda. Peccato che se ne parli così poco e malamente.
Se ti capita ringrazia i tuoi allievi da parte mia, tutti, anche quelli che pensano come un carabiniere, parlano come un carabiniere e fortunatamente, non avendo l’equilibrio di un carabiniere, non sono armati come un carabiniere.
Se hai difficoltà con la duplicazione della registrazione filmata io posso esserti d’aiuto, sono un informatico non dimenticarlo.
Aspetto di sentirti e grazie di nuovo
Mario Moretti

giovedì 3 maggio 2018

Solidarietà con Nadia Lioce.

AGGIORNAMENTO SULLA PETIZIONE

4 maggio: Presidi a L'Aquila e in altre città, in solidarietà con Nadia Lioce, contro il 41 bis

Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario
Italia
3 MAG 2018 — In solidarietà con Nadia Lioce, contro la tortura del 41 bis e la criminalizzazione di chi lo combatte, domani, 4 maggio, in occasione della nuova udienza per la protesta di Nadia si terranno presidi davanti ai tribunali di L'Aquila, Taranto, Palermo, Ravenna e altre città. A Bergamo ci sarà un presidio nella zona più popolare ed affollata della città, presso il piazzale della stazione:

https://paginecontrolatortura.noblogs.org/categoria/appuntamenti/
http://femminismorivoluzionario.blogspot.it/2018/05/venerdi-4-maggio-presidi-laquila-e-in.html

Sono passati 13 anni da quando Nadia è rinchiusa all’interno delle sezioni di 41bis, che lo scorso settembre le è stato prorogato, ancora una volta, per altri 2 anni.

Nadia Lioce per la sua protesta, rischia l'applicazione anche dell'articolo 14 bis, con ulteriore peggioramento delle sue condizioni detentive. Ma Nadia Lioce, con la sua protesta, ha messo a nudo il "re", mostrando a tutti l'orrore del 41 bis.

Sepolta viva, neanche la lettera di "Panorama" le hanno consegnato, "perché le condizioni detentive dei soggetti in 41 bis possono essere valutate tramite atti ufficiali". E gli "atti ufficiali" sono quelli del Governo, dello Stato, sono quelli che parlano di epilessia o aneurisma o di autolesionismo quando una persona detenuta muore nelle loro mani. Sono quelli che condannano alla morte civile oltre 700 detenuti e detenute in Italia. Sono gli atti, anzi, i misfatti, di una giustizia borghese che rinchiude decine di migliaia di poveri nelle proprie galere, che usa il carcere come discarica sociale e il 41 bis come l'elemento di deterrenza più alto nei confronti delle lotte sociali. La lotta di Nadia, perciò, è una lotta che riguarda tutti e tutte, perché ci mostra l'essenza stessa del 41 bis, che è una minaccia per tutti quelli che ancora si battono per un mondo migliore, per una società giusta, per una nuova, reale democrazia.

31 persone sono state condannate per aver denunciato tutto questo, durante i presidi che si sono svolti a L'Aquila il 24 novembre scorso. Noi risponderemo a questa ingiusta repressione non solo a L'Aquila, ma anche in altre città, perché il 41 bis è tortura, perché la solidarietà non è un crimine, perché lottare per un mondo migliore è giusto e necessario


In allegato l'articolo di Panorama e a questo link ( https://femminismoproletariorivoluzionario.files.wordpress.com/2018/05/opuscolo-mensa-ok.pdf ), un opuscolo sull'importante assemblea che si è tenuta a Napoli il 19 aprile

martedì 1 maggio 2018

Il movimento keniano dei Mau-Mau

All'interno della Kikuyu Central Association, fondata intorno al 1920 da Jomo Kenyatta e da altri patrioti di colore, nel 1944 i capi politici della Provincia Centrale cominciarono a organizzare il movimento clandestino dei Mau-Mau, che divenne poi il braccio armato della Kenya Africa Union, struttura legale creata, sempre sotto la guida di Kenyatta, per realizzare un fronte unitario anticoloniale fra le diverse etnie del Paese.
Anche se male armati i Mau-Mau seppero dare del filo da torcere alle truppe britanniche per molto tempo, impiegando la tattica della guerriglia nelle boscaglie dell'interno (nella Provincia centrale e nella Rift Valley) e del terrorismo nelle grandi città come Nairobi. Nella lotta, i rivoltosi si abbandonarono però anche a massacri e a violenze sui bianchi - incluse donne e bambini - che vivevano in fattorie isolate.
Il movimento Mau-Mau venne represso dalle forze britanniche che operarono molto duramente, creando perfino campi di concentramento di kikuyu per controllare meglio i ribelli.
Anche se sconfitto sul piano militare, il movimento Mau-Mau restò una delle maggiori esperienze politiche della nuova Africa e particolarmente del Kenya indipendentista.


domenica 29 aprile 2018