domenica 21 agosto 2016

La storia e il Comandante

Chi ha la capacità di andare nel futuro della storia e poi tornare a raccontarcelo non muore mai.



“Cuba ha potuto resistere al blocco più lungo della storia.
Grazie impero yankee, perché ci hai fatto crescere, ci hai fatto aumentare di statura in tutti questi anni.  Hai coronato il sangue di tutti i cubani che hanno lottato e sono morti qui e in altre parti con la sconfitta vergognosa del tuo cinico blocco, dei tuoi molteplici tentativi di distruggerci !”

Discorso pronunciato nella manifestazione per Giorno Internazionale dei Lavoratori, in Piazza della Rivoluzione , il 1º maggio del 2006

martedì 16 agosto 2016

Predator 2016

Chissà perché un esercito così continua a prendere bastonate da resistenti con AK47 e infradito.

Non sarà che l'infinita potenza delle armi si ferma davanti alla ferma volontà di autodeterminazione dei popoli che vorrebbe "democratizzare"?


giovedì 11 agosto 2016

I 90 anni di Fidel

Torno dall’isola una settimana prima della ricorrenza. Poca enfasi e nessuna retorica nelle strade, come è giusto che sia per un personaggio che, più volte, ha dato segni di insofferenza per la liturgia classica delle “democrazie popolari”. Il Comandante en Jefe de la Revoluciòn si gode la pensione nella sua Avana, sonnolenta e affascinante come sempre, e continua a deludere le speranze di chi, a scadenze regolari, avrebbe voluto vederne i funerali. Funerali che prima o poi verranno ma non come auspicato dai politicanti della globalizzazione finanziaria. L’isola è in piedi, conta sulle proprie forze e sugli aiuti non finalizzati al reddito speculativo, dopo decenni  di ostracismo bigotto e irresponsabile che ha ottenuto il contrario di ciò che si prefiggeva. Molti “esperti” internazionali la vedono già come isola post-socialista e terreno di conquista delle multinazionali e dei loro business  plan. I cubani vogliono vivere meglio, confrontarsi con le abitudini di chi viene a far loro visita, vogliono sapere e capire, non partire o scappare. Chi l’ha fatto in buona parte è tornato o, residente all’estero, continua a tornare e a fare paragoni fra cosa ha lasciato e cosa ha ri-trovato. Raramente il giudizio è quello di aver fatto la cosa giusta. I pericoli per Cuba non sono questi. Mi preoccupa invece la perdita di brillantezza del Partito, un certo suo imbolsimento nei ranghi dei dirigenti intermedi dalla silhouette appesantita nel girovita, mi preoccupa il loro discorrere prevedibile, senza un’alzata d’ingegno, in alcuni punti simile ai nostri politicanti progressisti. Insomma credo che il maggior pericolo non sia tanto il vicino imperialismo yankee ma la “spinta implosiva” delle socialdemocrazie occidentali.
Per adesso il Comandante, da solo,basta e avanza a rintuzzare ogni fregola di sinistrata ispirazione; anche da pensionato e in silenzio. Un domani chissà. Le rivoluzioni vincono sì per la forza delle loro idee, ma anche quando riescono a confezionare una classe dirigente migliore di quella precedente.
Ed è qui il problema, con il tempo che passa.



sabato 23 luglio 2016

Lavoro o schiavitù ?

Signor padrone, mi ricorderò di te!

Ieri il parlamento di Parigi, in ossequio alla lotta contro il salario sui cui si fonda l’Unione Europea, ha definitivamente approvato la “Loi Travail”. Almeno per il momento dunque le esigenze delle borghesia europea di veder compressi i propri costi per mantenere competitive sul mercato mondiale le proprie merci (e intatti i propri profitti) sembrerebbero aver prevalso sulle pur generose lotte che hanno riscaldato la primavera francese. Il premier Manuel Valls ha così commentato soddisfatto: un grande passo per la riforma del nostro Paese; più diritti per i nostri lavoratori, più visibilità per le nostre piccole e medie imprese, più posti di lavoro, recitando alla perfezione lo stesso mantra con cui il nostro Renzi accompagnò l’introduzione del Jobs Act, tanto che ci viene il dubbio che a Bruxelles tengano degli appositi corsi di “storytelling liberista”. Nonostante la spaccatura provocata nel Paese la “riforma” del codice del lavoro avanzata dalla ministra El Khomri è stata dunque approvata senza sostanziali modifiche. D’ora in poi sarà sufficiente un calo dei ricavi per un solo trimestre per poter procedere ai licenziamenti per ragioni economiche nelle aziende con meno di 11 dipendenti, per due trimestri  consecutivi per le aziende da 11 a 50 dipendenti, di tre per quelle da 50 a 300 e di quattro per quelle con oltre 300 addetti. Si dovrà passare per un accordo sindacale e l’azienda potrà indire un referendum nel caso l’accordo venga comunque sottoscritto da un sindacato che ha il 30% dei consensi. In caso di vittoria dei “Si” l’accordo verrà comunque applicato e chi si oppone potrà essere licenziato. La nuova legge introduce anche la possibilità per le imprese di “concordare” la flessibilità dell’orario per far fronte ad un aumento della domanda, ovviamente senza che questo comporti un aumento del salario. Anche in questo caso chi si rifiutà potrà essere licenziato per ragioni economiche. Viene inoltre ribadita la prevalenza della contrattazione aziendale rispetto a quella nazionale rispetto ad orari e straordinari. Insomma, non cè che dire, una vera riforma “di sinistra” fortemente voluta dal socialista Hollande che, nonostante il baratro di consensi in cui è caduto, ha sentito l’esigenza di portare a compimento il proprio mandato. Rimane in ultimo il paradosso a cui rischiamo di essere costretti ancora una volta ad assistere il prossimo anno in occasione delle elezioni presidenziali quando, a fronte delle lotte sociali e di classe che dal basso e da sinistra hanno animato questa stagione politica, chi passerà all’incasso sarà probabilmente la destra reazionaria del Front National… ma del resto si sa, in politica gli spazi lasciati vuoti prima o poi vengono sempre occupati, e quasi mai da chi vorremmo noi.

domenica 17 luglio 2016


Il falso è un'illusione che ci piace, il falso è quello che credono tutti, è il racconto mascherato dei fatti, il falso è misterioso e assai più oscuro se mascherato con un po'
di vero, il falso è un trucco, un trucco stupendo per non farci capire questo nostro mondo, questo strano mondo, questo assurdo mondo in cui tutto è falso, il falso è tutto.

Giorgio Gaber, 1958-2002


venerdì 15 luglio 2016

Dopo Nizza

San Simeone di Sis è il santo protettore dei turisti.

Ennesima prova che certe credenze sono solo bischerate


martedì 5 luglio 2016

Il democristiano verace

Questo qui sotto è un ministro del Cantone Ticino (Svizzera felix e danarosa).


Applica la sua filosofia cattolica rispondendo a chi gli chiede lumi sul ritiro dei permessi di dimora e di  domicilio agli stranieri che non riescono a mantenersi, con queste parole:
"Siamo chiamati ad applicare la legge"


N.d.R:
Quando però c'è da ridiscutere lo status quo che permette alle aziende di pagare salari da fame a svizzeri, domiciliati e lavoratori stranieri, il nostro ex chierichetto non apre bocca o dice NO!

Capite come vanno le cose nel paese dei Paperoni evasori e globalizzati?